“Audite poverelle”: le sante parole di san Francesco vive da otto secoli per le Clarisse di ogni tempo, a cura di Aleksander Horowski, Roma 2026, 24 cm, 187 p. (€ 20,00) – ISBN 978-88-99702-43-4

Nella primavera del 1225, presso il monastero assisano di San Damiano, san Francesco componeva un canto di esortazione per Chiara e le sue seguaci, che inizia con le parole “Audite, poverelle”. Un anno dopo, a Verona sorgeva un nuovo monastero delle Povere Signore, intitolato a Santa Maria delle Vergini in Campo Marzio. Dentro le mura di questa comunità furono prodotti, nei primi decenni del Trecento e all’inizio del Cinquecento, due manoscritti che trasmettono il canto di san Francesco insieme ai testi normativi, fondamentali per la vita del monastero, segno evidente di massima importanza che si dava a questo componimento poetico volgare in umbro. Non è solo un monumento storico della lingua italiana ma, grazie ad Angelo Branduardi che nel 2000 gli diede una veste musicale, entrò anche nella vasta cultura popolare. Il testo di Francesco giunse a Verona già nel 1226 oppure solo cento anni più tardi, quando venne trascritto in un prezioso codice membranaceo, munito di belle miniature? Non è possibile provare né una né l’altra ipotesi. Quello che è sicuro è il fatto che le clarisse veronesi, lungo i secoli, abbiano letto, meditato e conservato il cantico Audite poverelle. Nel 2025 gli antichi manoscritti, custoditi ora presso il monastero di S. Maria Mater Ecclesiae a Novaglie (VR), furono interamente trascritti, analizzati e commentati da un gruppo di studiosi provenienti da vari centri di ricerca. Il presente volume riporta solo una selezione di questi studi, focalizzata esclusivamente sul cantico di Francesco, sulla sua genesi e sulle miniature che lo accompagnano, con un nuovo commento teologico e spirituale al testo, firmato da suor Clara Maria Fusciello. Al volume hanno contribuito inoltre: Felice Accrocca, Milvia Bollati, Maria Flavia Cavazzana, Marco Guida, Aleksander Horowski, Alessia Luvisotto e Antonio Montefusco.




