Il beato Geremia da Valacchia nel quarto centenario della morte, 1625 - 5 marzo - 2025. Convegno Internazionale di Studi, Napoli, 24-25 ottobre 2025, a cura di Vincenzo Criscuolo e Leonard Ghiurca, Roma 2026, 24 cm, 302. ill. (€ 35,00) – ISBN 978-88-99702-42-7

In occasione del quarto centenario della morte del Beato Geremia da Valacchia (Napoli, 25 marzo 1625), il ministro provinciale dei Cappuccini della Campania-Basilicata, Gianluca Savarese, ha organizzato un Convegno Internazionale di Studi, i cui atti vengono pubblicati in questo volume. Dopo i saluti iniziali di Padre Gianluca e della Madre Rosa Lupoli, Badessa del Monastero delle Cappuccine di Napoli, sede del Convegno, viene presentato un ampio quadro sulla situazione politica e assistenziale a Napoli tra Cinque e Seicento da parte del Prof. Piero Ventura, e viene offerto dal Prof. Giulio Sodano un preciso panorama sui santi e sulla santità napoletana nello stesso periodo. Dopo questi primi interventi di carattere generale, lo sguardo viene centrato sull’Ordine cappuccino nell’allora Provincia di Napoli e Terra di Lavoro. Da Gabriele Ingegneri vengono illustrate le origini della Provincia e la fondazione dei 39 insediamenti cappuccini a partire dal 1530 fino alla metà del Seicento. Sul solo convento della Concezione o di Sant’Eframo Nuovo si sofferma il contributo di Vincenzo Criscuolo, che ne ripercorre la storia dalla sua fondazione nel 1572 fino alla soppressione voluta dal Regno d’Italia nel 1865, con uno sguardo particolare all’infermeria del convento, ove il Beato Geremia svolse per quarant’anni la sua attività assistenziale e caritativa.
Interamente al Beato Geremia vengono dedicati i successivi contributi. Leon Budău esamina il paese e la famiglia di origine dell’allora giovane rumeno in ricerca di un paese dove vivono “i buoni cristiana”. Leonard Ghiurca offre un prezioso contributo sulla dimensione spirituale e assistenziale del Beato, delineandone brevemente il profilo biografico, sia come questuante per il convento della Concezione, sia soprattutto come assistente dei malati nella locale infermeria, sempre considerato dai confratelli come “un esempio di vero e ottimo religioso” e “uno specchio della Regola”. La verifica della vita esemplare e santa di Geremia da Valacchia viene riflessa nei contributi seguenti. Pietro Zarrella esamina i contenuti del processo ordinario, iniziato lo stesso anno della morte, e del processo apostolico, finalizzati entrambi alla beatificazione e alla canonizzazione del cappuccino valacco. Simona Durante si sofferma sul percorso procedurale della causa di beatificazione, a partire dal 1947 fino alla beatificazione, avvenuta il 30 ottobre 1983. Il contributo di Cristian Lupu mira ad esporre in dettaglio i numerosi attestati e le manifestazioni di devozione e di culto verso il Beato Geremia. L’ultima relazione è costituita dalla presentazione di una recente monografia sul Beato valacco, quella di Leonard Ghiurca, illustrata in modo magistrale da Aleksander Horowski. Gianluca Savarese ha tracciato le conclusioni del Convengo, ringraziando i relatori e rivolgendo a tutti l’esortazione a riscoprire il volto vivo del Beato Geremia: il cappuccino valacco, “così umile e così luminoso, oggi parla alla nostra Provincia, alla Chiesa, e anche al nostro tempo, che ha bisogno di volti che riconciliano, di mani che servono, di cuori che sorridono”.





