Varia 26

Hilarin Felder, Ministro generale e arcivescovo Bernard Christen da Andermatt e il rinnovamento dell'Ordine dei Cappuccini, traduzione dal tedesco Patrizia Morelli, prefazione José Ángel Echeverría (Varia 26), Roma 2010, 24 cm., 416 p., (€ 30,00) ISBN 978-88-88001-70-8

 

VARIA 26 FelderDalla presentazione del volume, fatta dal Ministro generale, Mauro Jöhri, durante il Convegno su Bernard da Andermatt: 1. Ho letto questa biografia non molto tempo fa e sono rimasto stupito per la mole di informazioni che l'opera contiene. Mi interessava molto conoscere il modo di agire di P. Bernardo da Ministro generale e conoscere il segreto del successo della sua azione. Da quanto sono riuscito a cogliere mi è parso evidente che lui, nelle sue innumerevoli visite, accompagnato dal suo segretario, puntò in primo luogo sul ripristino o ritorno all'osservanza. Ovunque passava dava delle indicazioni precise al fine di ripristinare la regolare osservanza. Fatto comprensibile dopo la dispersione dei religiosi conseguenza delle soppressioni degli Ordini religiosi decise dai governi liberali europei. Oggi come Ministro generale a 100 anni dalla sua morte mi rendo conto che non è possibile rinnovare l'Ordine con la disciplina. In questo senso la lettura della biografia mi è di aiuto per riflettere sul modo di svolgere il servizio che mi è stato affidato dal Capitolo generale del 2006. 2. Provenendo dalla Regione cappuccina della Svizzera italiana ho un grande debito nei confronti di P. Bernardo da Andermatt. Allorquando nella seconda metà dell'Ottocento il governo radicale del Canton Ticino espulse tutti i religiosi che non erano di nazionalità svizzera, i conventi dell'allora Custodia di Lugano rimasero quasi senza frati. Vennero in aiuto i frati della Provincia Elvetica, primo fra loro P. Bernardo, che, nominato custode, risedette nel convento di Lugano. Eletto Ministro generale continuò ad occuparsi della nostra Custodia e inviò nella Svizzera italiana tutti i frati svizzeri presenti nelle Province italiane del tempo, forti della loro presenza nella missione della Rezia. Grazie a questo intervento la Custodia rifiorì ed io vorrei che i miei confratelli che non conoscono la lingua tedesca possano conoscere più da vicino questo confratello al quale dobbiamo molto. 3. Un terzo motivo che mi ha spinto a volere la traduzione della biografia è legato alla ricerca spasmodica, ma purtroppo rimasta senza esito, del manoscritto della traduzione in italiano fatta da P. Camillo Parolo da Sondrio, membro dell'allora Commissariato di Lugano. L'abbiamo cercato nell'archivio di Lugano, in quello di Lucerna e in quello Generale, ma senza esito. E sì che su un numero di Fidelis, rivista della Provincia Elvetica, era apparso un rimando preciso ad un carteggio presso l'Archivio generale. Intorno a questa traduzione si è come costruita una leggenda! C'è chi afferma che non fu mai pubblicata perché contenente qualche passaggio con giudizi poco positivi nei confronti di alcuni frati di una particolare Provincia. Personalmente non credo che sia un motivo sufficiente per farla scomparire. Esprimo tutta la mia gratitudine alla Signora Patrizia Morelli che nel suo tempo libero si è impegnata e con dedizione ha tradotto dal tedesco la biografia di P. Bernardo da Andermatt. 4. Quando lessi questo testo mi resi conto che lo stile era eminentemente elogiativo , a tratti apologetico e mancavano le pur minime critiche ad un mandato di 24 anni di "ministero dell'autorità". Tuttavia non ho ritenuto che ciò fosse un argomento sufficiente per non procedere alla traduzione in lingua italiana. Ero convinto della necessità di anteporre una prefazione che avvertisse il lettore dei limiti di quest'opera e perciò ho chiesto a fr. José Angel Echeverria di preparare uno studio introduttivo. A lui pure vada il mio sentito grazie! Sono altrettanto convinto che l'opera di P. Felder ha altri limiti al di dello stile apologetico. Non tutte le notizie o le date da lui riportate sono esatte e un apparato di note critiche avrebbe certamente reso l'edizione più scientifica. Per ora il tempo non lo ha permesso, chissà che questa mancanza non sia uno stimolo per un ulteriore passo. 5. La figura di Bernardo da Andermatt è avvolta da un'aurea quasi leggendaria. C'è chi gli attribuisce il titolo di rinnovatore del nostro Ordine e chi lo vede quasi come un secondo fondatore. Credo sia necessario rivisitare criticamente il suo operato per attribuirgli ciò che effettivamente gli appartiene e compiere in questo modo un atto di rispetto e di giustizia nei suoi confronti.

 

 

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